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Itinerario storico naturalistico Gasperina - Montauro

Itinerario storico naturalistico Gasperina - Montauro

L’itinerario è volto a far ammirare ai visitatori le bellezze paesaggistiche e artistiche di questi due borghi medievali che distano appena 2 km, senza trascurare anche l’aspetto enogastronomico. 

1. Il raduno dei partecipanti si tiene in Piazza E. Fermi. Da qui partirà il nostro itinerario.

2. La Chiesa Matrice di S. Nicola Vescovo, di antica fondazione, sorge nella centralissima piazza Enrico Fermi. Ricostruita nel 1600, vi possono ammirare 12 colonne in granito grigio ottagonali; un imponente altare centrale composto di preziosi marmi policromi e quattro altari laterali; un  sontuoso ciborio con alcune pregiatissime statuine in alabastro; un settecentesco pulpito ligneo; una tela raffigurante la Vergine che intercede per le anime purganti; una tela raffigurante la Madonna dei Termini; un dipinto antico di San Nicola e un coro ligneo rettangolare decorato con strane raffigurazioni zoomorfe. 

3. Il Santuario Maria SS. dei Termini, costruito su un’antica torre di guardia circolare, è situato sul colle omonimo. Presenta un portale in granito e vi si può ammirare la famosa statua della Madonna dei Termini in pietra calcarea che la leggenda vuole scoperta in mare dai pescatori. Dalla piazzetta antistante l’entrata si osserva una stupenda vista panoramica che abbraccia il golfo di Squillace, da Le Castella a Punta Stilo.

4.  L’antica strada Gasperina – Brisi – Grangia di Sant’Anna è una strada in pietra costruita a gradoni, di epoca medievale. Lungo il percorso sorge un’antica fontana (Fonte Brisi, anch’essa in pietra con elementi scolpiti a motivi floreali). Il sentiero raggiunge la “Grangia di Sant’Anna” di Montauro posta al confine dei due territori. Questa mulattiera un tempo collegava non solo i centri abitati di Gasperina e Montauro, permetteva anche di raggiungere la zona marina ed era detta “via dei Mulini”. Lungo questa strada infatti è possibile scorgere i resti di 7 mulini ad acqua di proprietà della Grangia di Sant’Anna, eretti a sostegno economico della stessa. 

La Grangia di Sant’Anna è un’ imponente costruzione medievale fortificata a forma rettangolare di dimensioni 60×40. Per Grangia s’intende “un luogo dove si conserva il grano”. L’origine della costruzione è incerta, alcuni studiosi suppongono che fosse un antico castello dei Greci Scismatici. Secondo i documenti certosini invece la costruzione sarebbe iniziata nel 1096 per concludersi 3 anni dopo e ciò a seguito di una donazione fatta da Ruggero il normanno a San Bruno ed al suo gruppo di certosini. Dal 1192 la Certosa ed i suoi possedimenti passeranno sotto l’osservanza dei cistercensi fino al 1514, anno in cui avvenne il ritorno dei certosini. Il terremoto del 1783 distrusse tale struttura che fu abbandonata. Attualmente la grangia di Sant’Anna si presenta all’esterno a pianta rettangolare con quattro torri quadrangolari e con un monumentale portone in conci di granito. Di recente sono stati effettuati lavori di ristrutturazione e sono venuti alla luce un duplice ambiente e una cappella con la cripta sottostante. Ai lati dell’altare del piano superiore sono stati trovati due sarcofagi contenenti due scheletri. Per il fatto che questi due individui si trovino deposti in posizione privilegiata potrebbe trattarsi di due figure molto importanti. 

5. La Chiesetta di Sant’Anna è posizionata al confine con il territorio di Montauro in un punto sovrastante i resti dell’antica Grangia di Sant’Anna. Di un certo interesse sono: un’acquasantiera a parete con inciso nodo di Salomone, quasi certamente proveniente dalla Grangia; una “Pietà” con una croce che emerge a metà, opera incassata a muro in marmo bianco di modeste dimensioni.

6. Il nostro itinerario prosegue, in seguito, nel comune di Montauro.

7. Si pensa che anticamente la Chiesa di S. Pantaleone fosse un castello, tant’è che sono ancora visibili alcune feritoie. Al 1300 risalirebbe la formazione della chiesa per come si evince da una relazione di fine Ottocento effettuata da un soprintendente ai monumenti e agli scavi. La chiesa è a tre livelli: la cripta sottostante è da tempo murata. Numerosi sono gli affreschi all’interno e gli altari  dedicati a vari santi. Di grande pregio è l’Altare Maggiore con in alto le statue dei santi Pietro e Paolo in marmo bianco. Di recente è stato pubblicato un libro e un DVD che mette in evidenza alcune similitudini tra questa chiesa e la misteriosissima chiesa francese dedicata alla Maddalena di Rennes le Chateau di cui ha parlato anche Dan Brown nel suo famoso libro intitolato “Il codice da Vinci”.

8. Alla fine rientro nel comune di Gasperina con possibilità di visitare alcune tappe del territorio.

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